Home| Articoli| Approfondimenti| Hybrid cloud: come riutilizzare le soluzioni on-premise

L’Hybrid Cloud consente alle aziende di avere elevate prestazioni in un ambiente completamente scalabile. Ma basta questo per convincere chi possiede (ancora) soluzioni on-premise per effettuare un cambio non solo di strutture ma anche di mentalità? No, non sempre. Vediamo quindi più in dettaglio i reali vantaggi del cloud ibrido rispetto ad altre soluzioni e scopriamo come le soluzioni on-premise possono essere riportate a nuova vita.

IoT e hybrid cloud sono tra le tecnologie su cui si concentreranno i centri di spesa delle imprese italiane per i prossimi 2 anni. (*dati riferiti a survey Osservatori.net aprile-maggio 2019 su 192 imprese italiane di cui 153 grandi aziende, 39 PMI)

Hybrid cloud per guadagnare in dinamicità

Un grosso ordine improvviso che arriva da un cliente importante può avere un impatto devastante se l’azienda non è pronta ad assorbirne il “colpo”. La gestione dell’intera supply chain può essere messa in crisi dalla mancanza di dati, di materiali o di potenza elaborativa. La possibilità quindi di scalare verso soluzioni “Pay per Use” e “As a Service” permettono di guadagnare dinamicità e soprattutto flessibilità, adattandosi alle reali esigenze del mercato, più che dell’azienda stessa. Ma perché l’Hybrid Cloud offre così tanti vantaggi? Per prima cosa specifichiamo che la soluzione di cloud computing ibrida è un appunto una iperconnessione fruttuosa tra il cloud pubblico, quello privato e le soluzioni di terze parte (servizi). Le aziende possono così sfruttare il meglio delle tre componenti attivando e spostando i carichi a secondo delle reali necessità. Il nemico da combattere è come sempre il sovradimensionamento delle infrastrutture e dei servizi.

Il cloud ibrido richiede un “gestore”

Alla base di tutto vi deve essere un software SDDC (Software Defined Data Center), che consente agli amministratori IT di “erogare” in modo ottimale la potenza di elaborazione quando viene richiesta. L’uso di modelli, sviluppati anche grazie a strumenti di intelligenza artificiale (AI) e algoritmi di machine learning (ML), possono semplificare le analisi predittive di gestione delle infrastrutture. La dashboard di controllo permette di avere la situazione in tempo reale di tutto quello che avviene in azienda lato server e storage. Questo permette, inoltre, di ridare fiato (leggi prestazioni) alla potenza elaborativa on-premise, destinandola magari alla gestione di controllo e monitoraggio dei dispositivi IoT che richiedono latenze inferiori rispetto a quelle possibili da soluzioni in cloud, ma una presenza ravvicinata ai dispositivi.

5 motivi per scegliere l’hybrid cloud

Uno dei costi maggiori per le aziende è da sempre la spesa per l’acquisto, aggiornamento e manutenzione dell’infrastruttura hardware (server, storage, cablaggio, etc). L’utilizzo di soluzioni ibride permette di virtualizzare buona parte dei sistemi e ridurre anche i costi di assistenza, non certa ultima tra le voci di spesa. Sintetizzando possiamo dire che il cloud ibrido è più vantaggioso perché:

  1. Ha meno costi di implementazione dato che usa soluzioni virtualizzate.
  2. È più sicuro grazie a dashboard di controllo centralizzate.
  3. Permette di spostare i dati tra le differenti piattaforme in cloud più velocemente.
  4. È scalabile nelle configurazioni permettendo maggiore flessibilità e riduzione delle spese.
  5. Offre soluzioni perfette per aziende sia con sedi locali distaccate, sia per multinazionali con sedi e rappresentanze in diversi paesi nel mondo.

Il Public & Hybrid Cloud, è uno dei settori trainanti, raggiungendo nel 2019, secondo una survey degli Osservatori del Politecnico di Milano ben 1,56 Miliardi di euro, con un incremento netto del 25% rispetto all’anno precedente.

A fronte di tutti i vantaggi occorre però sottolineare che il cambiamento da operare deve essere guidato da una data strategy che investa tutto il management aziendale, con dirette implicazioni su governance e compliance. I benefici però non tardano ad arrivare favorendo l’integrazione di software di terze parti dedicati, per esempio, all’ottimizzazione dell’approvvigionamento prodotti per il magazzino o della catena di distribuzione. In evidenza anche la parte di manutenzione predittiva che si avvantaggia delle soluzioni di hybrid cloud per la gestione e la reportistica di tutta la parte di sensoristica IoT posta a controllo dei macchinari. Le soluzioni di cloud computing sono quindi molteplici e tutte a favorire la scalabilità e la riduzione dei costi, due fattori imprescindibili dei nuovi parametri di Industria 4.0.

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