Home| Articoli| Approfondimenti| Schedulazione: perché è utile e quali sono le tecniche più diffuse

Abbiamo già affrontato più volte il tema della sempre maggiore competitività del mercato, che riduce costantemente i margini di profitto e, di conseguenza, quelli di errore. Se fino a qualche anno fa era ancora possibile in qualche modo operare sul mercato anche senza raggiungere il massimo dell’efficienza, oggi di fatto questa opzione è completamente azzerata. Per rimanere efficienti è fondamentale utilizzare qualche tipo di schedulazione, che permetta di rendere i processi il più efficienti e funzionali possibili.

Perché la schedulazione è così importante?

Prima di tutto, un piccolo chiarimento: in questo contesto facciamo riferimento alla schedulazione, un inglesismo tecnico. In realtà il sinonimo più corretto di scheduling sarebbe pianificazione, ma come spesso accade nei contesti tecnologici, anche in questo caso il termine ha preso una connotazione più specifica. Intendiamo qui con schedulazione, della produzione soprattutto, quello che riguarda le tecniche e le soluzioni per gestire l’organizzazione e la pianificazione, limitatamente al processo produttivo propriamente detto.

Il motivo per cui la schedulazione è importante è piuttosto semplice: il suo scopo è quello di coordinare il flusso produttivo con la gestione delle risorse. Senza questo coordinamento e senza lo sfruttamento il più efficiente possibile di entrambi i parametri, la produzione non potrà mai essere abbastanza consistente da essere profittevole nel medio o lungo termine e, nella migliore delle ipotesi, richiederà continui aggiustamenti e revisioni, basati sulla contingenza o su una visione limitata.

Le diverse tecniche di schedulazione dei processi

Come sempre, il fatto di dover dotare la nostra azienda di una strategia di schedulazione della produzione industriale non significa che ne esista una sola né che le la stessa tecnica sia sempre applicabile a settori produttivi simili. Ecco perché riteniamo opportuno indicare quelle più diffuse e spiegarne brevemente le caratteristiche.

Schedulazione incrementale in avanti

Probabilmente il metodo più elementare di pianificazione della produzione prevede di procedere lungo la linea, sostanzialmente partendo dalla commessa iniziale, impostando tutte le operazioni successive in ordine cronologico fino all’evasione.

Il principale limite di questo metodo è senza dubbio quello di non tenere conto di quanto sta accadendo lungo la linea produttiva. Se una risorsa è già occupata, le scorte di una materia prima sono già necessarie per una lavorazione precedente e così via, questo metodo non è in grado di tenerne conto. Tuttavia, ha il vantaggio di essere un metodo molto lineare, che può essere efficace per le linee produttive più semplici e controllabili direttamente.

schedulazione

Schedulazione incrementale a ritroso

Un altro metodo di schedulazione della produzione molto semplice, almeno nel presupposto iniziale. Si tratta sempre di un sistema di schedulazione lineare, in cui però i passi vengono pianificati a partire dalla scadenza (tipicamente la data di consegna), a ritroso, da cui il nome.

Se applicata all’intera produzione, questa modalità di schedulazione permette di avere una visibilità migliore su tutta la filiera, senza introdurre particolari elementi di complessità. Si tratta di un metodo vantaggioso soprattutto nei contesti in cui i prodotti non possono essere stoccati molto a lungo, per esempio nel campo alimentare, quello dei beni deperibili in genere e per le aziende che hanno scelto di contenere le dimensioni dei magazzini.

Schedulazione a inseguimento

Altro metodo molto semplice, che di fatto si basa sul dare una risposta il più rapida ed efficiente possibile alle richieste di mercato e in cui i ritmi produttivi seguono praticamente 1:1 quelli degli ordini. In questa strategia, idealmente ogni ordine termina senza rimanenze di materiali o di altre risorse.

Ancora una tecnica piuttosto semplice, che però trova impiego, soprattutto nelle aziende con capacità economica limitata oppure in quelle che lavorano con beni deperibili, per esempio alcuni settori nel campo della chimica e la quasi totalità del comparto food.

Schedulazione a capacità infinita

Si tratta di un altro tipo di pianificazione piuttosto tradizionale, soprattutto per la sua limitata necessità di calcoli e proiezioni complesse. Ancora oggi è un tipo di schedulazione molto usato nel settore manifatturiero italiano, in particolare da parte delle aziende che non hanno ancora adottato una strategia di trasformazione digitale, proprio perché si può implementare anche senza l’utilizzo di strumenti informatici, o con soluzioni tecnologiche molto basilari.

Si tratta del metodo in cui si tenta di adattare la domanda alla capacità produttiva, in modo da non avere fermi o colli di bottiglia. Molto semplicemente, si produce sempre al massimo mentre tutto il lavoro di piazzamento delle scorte e approvvigionamento viene demandato agli altri reparti, che se ne occupano in modo tradizionale.

Schedulazione a capacità finita

Abbiamo già dedicato un articolo alla schedulazione a capacità finita e ai suoi vantaggi. Qui ricordiamo semplicemente che si tratta di una soluzione basata sul concetto di industria intelligente in cui, attraverso una infrastruttura IT, è possibile gestire con precisione la capacità di produzione, anche in base a parametri interni o esterni come gli altri ordini in corso, la disponibilità di materie prime e personale e così via.

Make-To-Stock

Questo tipo di pianificazione tenta di tenere conto della ciclicità della domanda e di regolare la produzione di conseguenza. Si tratta di una soluzione in cui l’azienda si impegna per fornire abbastanza prodotto per soddisfare la domanda finale in tempi relativamente brevi. Di fatto si sfruttano i periodi in cui la domanda è più bassa per incrementare le scorte di magazzino, in modo da poter rispondere alla domanda nei periodi di punta.

Si tratta di un sistema empirico e piuttosto efficace, ma che richiede un’ottima conoscenza del mercato di riferimento e soprattutto una notevole prevedibilità di quest’ultimo.

Make-To-Order

Riportiamo quest’ultima tecnica per dovere di completezza, anche se di fatto la sua efficacia è limitata alle aziende molto agili e di dimensioni piuttosto contenute. Nella schedulazione Make To Order, come suggerisce il nome, la produzione avviene sulla base delle richieste e delle specifiche del cliente, secondo contingenza. Come è facile intuire, questa strategia non lascia molti margini a una pianificazione di scala né ad ampio respiro.

La schedulazione efficace

Le categorie di pianificazione viste poco sopra sono principalmente modelli “accademici”, che difficilmente trovano applicazione nella loro forma teorica nel mondo reale. Probabilmente la soluzione più adatta per ogni azienda è un modello ibrido, che applichi strategie diverse a seconda, per esempio, della tipologia di cliente, oppure che abbia diverse linee dedicate a diversi metodi. Oggi, tuttavia, avere a disposizione una o più strategie per fronteggiare la domanda è una delle principali differenze fra un’azienda di successo e una in difficoltà.

Contattaci per ricevere maggiori informazioni e iniziare a scegliere la tipologia di schedulazione della produzione più adatta alla tu azienda.

RICHIEDI UNA CONSULENZA GRATUTA